E’ troppo facile, troppo semplice parlare di Napoli giudicandola così come la descrivono i giornali e la tv, una Napoli sporca, piena di imbrogli e grovigli creati da coloro i quali questa città in fondo non la amano per niente perché non la rispettano, una Napoli che viene additata ogni giorno per gli omicidi provocati dall’illegalità imperante e da una mancanza di Stato effettivo, la Napoli che in fine vogliono molti di quelli che si definiscono italiani. Si parla solo di questa Napoli, quella problematica e piena di cose che non stanno apposto e se ne parla tendenzialmente in un’ottica semplicistica per rafforzare sempre più quella immagine di una città che per cartolina spesso non presenta solo un pino mediterraneo in primo piano con un Vesuvio ed un golfo incantevole come sfondo, bensì balconi aperti con musica a tutto volume, panni stesi nei vicoli, motorini con 3 ragazzi in sella senza casco, scippi, immondizia, parcheggiatori abusivi, contrabbando, omicidi ed illegalità. Troppo facile descrivere Napoli così senza analizzarla con gli occhi del restante milione di cittadini che più che viverla questa città la subisce, questa città così ricercatamente rappresentata ovunque con mille difetti dove in taluni casi questo volto della stessa medaglia alcuni lo combattono pur sapendo di essere soli e che nella loro lotta rimarranno sempre più isolati. Cittadini eroi o forse soltanto cittadini stanchi, esasperati dal fatto che le cose marce chi sta al potere non ha minimamente intenzione di eliminarle, cittadini che si espongono nonostante siano consapevoli che alle loro azioni di assetata giustizia seguiranno solo le ritorsioni da parte di chi vive questa città con la prepotenza e la convinzione che la vita sia fatta necessariamente di guerre tra fazioni e gestione del territorio, gente che negli anni ha creato un vero e proprio Stato nello Stato con regole di vita e leggi tutte proprie. La vera colpa di una Napoli così degradatamente descritta su tutti i giornali è solo colpa di queste immondizie umane e parassiti della società che in realtà la loro città non la amano affatto, individui a cui le stesse autorità si rifiutano di opporsi con la più grande determinazione ed un intenso e profondo sforzo di volontà, forse per interesse, forse per comodità, magari perché ci si è spinti troppo oltre a causa di certi accordi presi con questo “secondo Stato” per cui adesso non si può più far dietro front, o forse per la sola paura delle ovvie ritorsioni a cui gli autorevoli del buon governo deputati ad esser nostri difensori andrebbero incontro. Sono stanca di sentir parlare della mia città solo in un verso, perché se questa è l’opinione che il resto del mondo deve avere di Napoli io, come tanti altri, questa opinione non la condividiamo perché in essa non ci rivediamo rispecchiati affatto. Siamo in molti, in tanti quelli che Napoli non l’abbiamo tradita perché siamo convinti che soltanto restando si possono mutare le sorti di questa città tanto bella e piena di risorse dove con dove con un po’ di buona volontà e più convinzione si potrebbe finalmente dare una svolta a tutto questo marcio giro di cose. Ma c’è bisogno di unione, di condivisione e decisione per fronteggiare tutto questo stato di cose tenuto dormiente, dobbiamo unire le forze personali per risvegliare anche nelle autorità il necessario bisogno del loro supporto nelle nostre piccole grandi battaglie quotidiane contro la malvivenza ed il malcostume da cui siamo ogni giorno violentati. Bisogna levare le nostre voci per renderle una soltanto e con un po’ di sforzo e meno omertà da parte di tutti si potrebbe dare a Napoli quella giusta vivibilità che regna in altre città, di certo non otterremmo come risultato l’utopica campanelliana Città del sole, ma sicuramente si arriverebbe a renderla il gioiello del Mediterraneo che, per dono divino, in potenza manifesta di essere. Quel gioiello che non riesce più a brillare a causa della troppa sporcizia che vi hanno depositato sopra. Per città come queste bisognerebbe emanare delle leggi specifiche, stanziare fondi appositi per aumentare il controllo in tutte le zone a rischio, magari che ne so, in casi come Napoli, bisognerebbe provare a blindare l’intera città per uno o due anni col supporto dell’esercito al fine di limitare al minimo fino a fiaccarla quest’inguaribile piaga dell’illegalità. Credo che tutto si possa fare se esiste la volontà di farlo, nulla è impossibile quando c’è realmente la voglia di ottenere un risultato. Si spendono centinaia e migliaia di euro per cose superflue, perché non investire nella sicurezza del cittadino? Una città come questa potrebbe produrre 100 volte tanto se le cose funzionassero per davvero come dovrebbero senza l’interferenza di quello strato sociale di gente che da anni ha radicata in sé la convinzione “se hai me lo devi dare” senza minimamente pensare che lavorando onestamente potrebbe ottenere tre volte tanto. Gente essenzialmente codarda che preferisce trovare la forza nello spargimento di sangue e non nella cultura. E’ la rieducazione di questo strato sociale che renderebbe più fertile e produttiva non soltanto la nostra città, ma l’intero territorio meridionale. Sono queste le vere piaghe da combattere: “l’ignoranza e l’illegalità”. Fino a che lo Stato non provvederà a combatterle seriamente queste 2 “croci del popolo” Napoli ed il Mezzogiorno intero vigeranno sempre in questo stesso annoso stato di cose. Dateci supporto perché da Napoli e dal Sud intero sono sempre partite le menti più creative che sbarcando in territori stranieri hanno reso lustro all’intero paese. Non teneteci all’ombra e non rimanete chiusi nelle vostre belle torri d’avorio fatte di pregiudizio e convinzione, puntare solo il dito contro non porta cambiamenti bensì allontana e separa sempre più italiani da altri italiani. Se una madre ha un figlio malato per natura è portata ad occuparsi con maggior interesse di lui chiedendo a quello più forte e sano di soccorrerlo e non di evitarlo al fine di fargli pesare il meno possibile la propria condizione. Ebbene cari fratelli d’Italia, voi dove siete? Allora, prima di giudicare Napoli ed il Sud intero puntandoci anche il dito contro, provate a guardare la vita quaggiù coi nostri occhi. Siamo soli, ma parte di un’unica nazione. Soli e con tanta voglia di fare, costruire e ricominciare. Non abbiamo bisogno di molto perché per natura siamo stati abituati a trasformare il poco in tanto. La nostra forza è rinchiusa nei nostri sogni che ci danno la spinta per sorgere, rinascere e reinventarci ogni giorno. La nostra ricchezza è la nostra terra. Lasciateci fare e se volete aiutarci parlatene bene di “Partenope” che forse per karma e per volere divino non riesce mai a scendere dall’inarrestabile ruota del Samsara affinché possa perpetuarsi in eterno il suo destino di “nea polis”.

Chiudo questa nota sulla mia meravigliosa città con una citazione di un grande artista che ha portato la nostra voce nel mondo intero, Massimo Troisi. Con queste brevi parole cariche della sua immancabile ironia credo abbia voluto riassumere quasi tutto.

A Napoli la disoccupazione è un problema che va risolto. E i politici ce la stanno mettendo tutta. Hanno pensato di risolverlo con gli investimenti. Solo che poi hanno visto che con un camion dei carabinieri riescono a investirne uno, due. Quelli so tanti. Se vogliono risolvere veramente il problema, con una politica seria e impegnata, l’unica cosa è fare i camion più grossi.

                                                                                                                                                                                                                                                                 Shara